skip to Main Content
+39 349 85 83 086 info@morpheusego.it
Presentata IN VINO VERITAS  Webserie Che Conduce Il Pubblico In Un Percorso Suggestivo Nel Rito Della Vendemmia

Presentata IN VINO VERITAS webserie che conduce il pubblico in un percorso suggestivo nel rito della vendemmia

Da sempre la nascita del vino è sospesa tra storia e leggenda. È il filo rosso che da secoli unisce l’uomo alla terra, ma influenza ed ispira anche lo sviluppo di tutte le arti: dalla poesia, alla musica, alla danza, al cinema. Succede anche in “in Vino Veritas”, la nuova webserie del pluripremiato regista ruvese Michele Pinto, presentata in anteprima nazionale domenica 10 giugno presso la Pinacoteca Comunale di Arte Contemporanea di Ruvo di Puglia.

Un’iniziativa inserita nella rassegna “Era di Maggio” e promossa dall’Associazione nazionale WAU (Web Artists United). A presenziare la serata il regista Gianluca Ciardi, che ha condotto anche il talkshow a seguito della proiezione.

Un lavoro, il quarto precisamente, dopo il grande successo conquistato da “Chiamami” (2010), “Bishonnen” (2012) e “Project M” (2017) prodotto egregiamente in casa Morpheus Ego che vede più delle altre volte protagonista il fascino della terra pugliese.

Una troupe che ha cooperato con entusiasmo e passione, dal regista Pinto allo sceneggiatore Raffaele Tedeschi; dagli interpreti Fabrizio Fallacara, Serena De Sario, Francesco Tammacco e il piccolo Marco Mastropirro, alla danzatrice Mimma Di Vittorio; dal produttore esecutivo Felice Caiati al direttore della fotografia Diego Magrone, la makeup and location manager Daniela Iosca e l’esperto di visual effects Stefano Indraccolo, lasciando impressa l’impronta dell’affetto e dell’amore che li lega alla Puglia ed in particolare alla Murgia.

Una Murgia rivelatrice, quella che appare nei quattro episodi di “In Vino Veritas”. Una Murgia che si ostina a sfoggiare il suo fascino, intriso di mistero, che custodisce come in un museo di arti rare i segreti dei popoli, delle tradizioni, della storia che l’hanno attraversata. E come non pensare al vino, uno dei frutti più preziosi legato a madre terra Puglia.

È questo il tema centrale della webserie da cui si sviscera un’analisi circa il suo ruolo economico, sociale e religioso nella storia della nostra terra, e una serie di spunti di riflessione impregnati di crudeli ed intense verità di una natura che spesso subisce l’incontentabilità dell’uomo, ma che in un futuro quasi prossimo manifesterà gli effetti devastanti della sua ribellione.

Il vino, dunque, si fa testimonianza sincera della complessità del rapporto che intercorre tra Dio, uomo e natura. Dio si manifesta agli uomini nella grandiosità e nello splendore del Suo creato, ed è attraverso la natura che instaura il suo legame con l’uomo, fornendo anche la chiave di volta che deve sorreggere questa complicata, ma magnifica relazione.

In Vino Veritas prende per mano il suo pubblico, in un percorso suggestivo, sensoriale ed iniziatico verso la conoscenza del rito tradizionale della vendemmia, considerato un po’ il luogo dell’anima, in cui nasce una sorta di dialogo tra l’uomo e quel grappolo d’uva pieno di speranza e futuro, mentre all’orizzonte l’alba delle terre pugliese esplode nel suo tripudio di colori.

Emozionante, impulsivo, schietto e piacevole da guardare, la nuova serie di Miche Pinto è come una bottiglia di vino rara e preziosa stappata in una speciale occasione: le sensazioni che ne scaturiscono innescano intuizioni che il flusso delle parti recitate, dell’interpretazione degli attori, delle metafore e dei dialoghi tra i personaggi riprendono e dilatano per aprire passaggi segreti nell’universo del cuore.

Nel vino pulsano le vene della terra, quel vigore e quella forza ciclica di generazioni che l’hanno amata, ma anche piegata e spesso tradita, e nonostante tutto Dio ci ricorda, prima che sia troppo tardi, di custodire e proteggere il suo Creato di cui siamo servitori e non padroni.

x-default

Del rapporto complesso tra Dio, uomo e natura si parla nel talkshow a seguito della proiezione, in cui sono intervenuti Don Gennaro Bufi, parroco della Chiesa Sacro Cuore di Gesù di Molfetta, l’ingegnere Luigi Camerino specializzato in bioedilizia, Francesco Montaruli ristoratore esperto in cucina etnobotanica, Mario Pasini, agente dello sviluppo rurale del GAL Murgia Più e il protagonista della serie Fabrizio Fallacara.

Dopo un dibattito sulla preziosità dei prodotti della nostra terra e sul rispetto dell’ambiente che ci circonda, di cui siamo responsabili, la serata si conclude con la lettura di un passo dell’Enciclica di Papa Francesco “Laudato sii”, sulla custodia del Creato in cui si evince il bisogno di una presa di coscienza sul fatto che il degrado della natura è strettamente connesso alla cultura che modella la convivenza umana. Lo spreco della creazione inizia dove non riconosciamo più alcuna istanza sopra di noi, ma vediamo solo noi stessi. Un crimine contro la natura è un crimine contro noi stessi e un peccato contro Dio.

 

Angela Iannone

Back To Top
Cerca