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COME PROMUOVERE IL TURISMO IN PUGLIA: NE PARLIAMO SU NEXT- TV CON MICHELE PINTO

promuovere il turismo in Puglia con una webseries. Intervista a Michele Pinto, il regista di Chiamami

29 agosto, 2011

Dieci webisodes per raccontare la Puglia al world wide web, senza confini territoriali. Chiamami è la scommessa lanciata nel 2009 dall’associazione culturale Movida di Molfetta e dal produttore Maurizio Altomare con la Morpheus Ego di Michele Pinto (classe 1975, laurea in Giurisprudenza, già autore nel 2004 dell’acclamato lungometraggio La Torma, sull’epopea medievale dei Templari d’Apulia).

Grazie anche ai finanziamenti della Regione Puglia e al patrocinio di un prestigioso parterre di partner istituzionali, incluso il ministero delle Politiche Giovanili, la scommessa si è trasformata in realtà filmica e pixel netcastati in streaming 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Dopo la pubblicazione online dell’ultima puntata, a inizi Maggio, i tempi sono di sicuro maturi per ripercorrere in retrospettiva gli obiettivi e i risultati di questa originalissima web sitcom made in Italy. A parlarcene è il regista della serie, il vulcanico Michele Pinto.

1) Chiamami è un progetto con radici profonde, sviluppato con cura negli anni. Puoi raccontarci il percorso produttivo e distributivo della webseries dalle origini a oggi (magari riassumendo anche brevemente per i lettori di Next-TV la trama e i personaggi principali)?

L’idea di Chiamami mi è venuta all’incirca 4 anni fa, allorchè mi capitò di leggere l’intervista ad un’istruttore di nuoto di un paese nella provincia di Bari che confessava la necessità di doversi prostituire per poter sbarcare il lunario, non riuscendoci col solo misero stipendio di bagnino. In quell’occasione dissi a me stesso: ma guarda un po’ cosa sono costretti a fare sia uomini e non solo donne come spesso si è portati a pensare, per poter sopravvivere.

Allora decisi in accordo col mio storico sceneggiatore Raffaele Tedeschi di voler affrontare narrativamente questo disagio che ormai imperversa nella nostra società, dove la dignità ormai è una parola ai più sconosciuta, anche se da subito decidemmo di inserire punte di nobiltà nel nostro racconto.

E così nella nostra web fiction ci sono sì 3 giovani che loro malgrado s’improvvisano gigolò, ma non per il semplice e materiale bisogno di denaro, bensì in nome della sacra amicizia che li lega ad un quarto amico. Quest’ultimo, caduto vittima di una necrosi epatica a causa dell’abuso di alcol e droghe, deve subire una costosa operazione all’estero perché il sistema sanitario pugliese…(è inutile proseguire, le denunce che facciamo nell’opera sono molteplici)

L’altro elemento poetico forte della fiction è dato dalla personalità di uno dei personaggi. Nico l’imbranato (interpretato dal caratterista Massimiliano Tedeschi), che nei panni di escort non ci sta proprio vista la sua atavica imbranataggine con le donne, ma che nonostante tutto le conquista proprio con la lettura delle sue poesie di cui fino a poco tempo prima si vergognava.

2) In che modo avete approcciato gli interlocutori istituzionali – Regione Puglia e Ministero delle Politiche Giovanili – che hanno finanziato l’opera? Cosa li ha convinti a investire sull’esperimento Chiamami?

La trama per le forti tinte di denuncia sociale appunto che la distinguevano da subito (precariato, disoccupazione, malasanità, disagio sociale e perdita dei valori) ha interessato il produttore Maurizio Altomare che con la sua associazione culturale Movida di Molfetta ha prontamente colto l’occasione del bando regionale Bollenti Spiriti per far candidare Chiamami ad un finanziamento destinato a progetti multimediali e non, in grado di valorizzare nei modi più originali la Regione Puglia.

Immediatamente la nostra idea di narrare tanti problemi quotidiani dei giovani del Sud, mixandoli in maniera comica con la valorizzazione delle bellezze pugliesi (i nostri eroi infatti conducono le loro clienti alla scoperta della Puglia più suggestiva), con l’uso dello strumento del web 2.0, e con il ricorso alla sottotitolazione delle puntate in inglese per rendere globalmente fruibile il tutto, ha colpito le istituzioni che han premiato Chiamami con un finanziamento di 25.000 euro.

3) Nel 2009 il Corriere del Mezzogiorno titolava “20.000 contatti in 7 giorni per una fiction web ambientata in Puglia”. Da allora che risultati di pubblico avete raggiunto?

Risultati davvero inaspettati, considerando che il progetto è stato strutturato considerando sinergie derivanti da convenzioni stipulate 3 anni fa e che han visto Chiamami pubblicata mensilmente e per un anno oltre che su YouTube e il sito istituzionale dove è tutt’ora, anche nelle homepage di 17 importantissimi portali cittadini del circuito Livenetwork.it, tra cui Barilive.it, Barlettalive.it, Molfettalive.it ecc. risultando pertanto facilmente accessibile e fruibile anche a chi magari non ne era inizialmente interessato. Di conseguenza le stime parlano di circa 1 milione di spettatori in un anno!

4) La mission dichiarata di Chiamami è promozionare presso le platee internettiane il turismo e la gastronomia della Puglia. Un obiettivo per il quale avete ideato soluzioni tecniche inedite, non ultimo alternare dialoghi in barese e sottotitoli in inglese. Ha funzionato?

Eccome! Ha funzionato sin dalla prima parte del progetto. Infatti dovete sapere che la produzione della fiction è stata preceduta da tutta la fase dei casting che sin dalla stesura del business plan ha contribuito a rendere la nostra idea meritevole di patrocinio. Infatti tra i requisiti di finanziabilità del progetto vi era quello della capacità di coinvolgere e stimolare altre realtà associative della regione e diverse fasce sociali. E allora cosa ci siamo inventati? Abbiamo girato la Puglia nell’estate 2009, coinvolgendo associazioni e istituzioni con cui abbiamo organizzato casting pubblici in luoghi suggestivi o presso sagre di paese o locali, a cui partecipavano sia attori professionisti che persone curiose e alle prime armi.

Gli stessi provini venivano poi caricati sul sito istituzionale di Chiamami e votati e condivisi su Facebook dagli stessi interessati! Ne risultava una circolazione di sinergia e informazioni davvero pazzesca!

5) Tra i temi chiave di Chiamami il precariato, la disoccupazione e la criminalità al Sud, ma al tempo stesso anche i valori dell’amicizia e la bellezza del nostro Meridione. Per molti versi, quello che in TV spesso non si vuole raccontare. È quindi il web la nuova frontiera dell’audiovisivo con un messaggio sociale?

Assolutamente! Alla stessa base del mio progetto ci sono studi sociologici che io stesso ho condotto (sono laureato in Giurisprudenza, con una tesi sulla libertà d’espressione e la censura cinematografica) e che vedono lo spostamento di massa della fruizione di contenuti su Internet a scapito di quella televisiva. Ricordo in infanzia di un certo allarme sociale per cui genitori e studiosi eran preoccupati per le numerose ore trascorse dai bimbi davanti alla TV. Oggi gli stessi passano molte più ore su web anche grazie alla possibilità (che è sempre un’arma a doppio taglio cmq) di poter interagire col nuovo massmedia senza subire solo e passivamente i contenuti come accadeva con la televisione.

Questo per me è il campo di battaglia futuro per quanti vorranno fare entertainment. Non solo la crisi economica generale ancor più ha sottratto fondi ai finanziamenti culturali, ma personalmente ho sempre pensato che i soldi fossero un po’ la morte della fantasia. Qui al Sud da sempre siamo abituati ad inventarci. E il fatto di voler raccontare storie ma senza troppi soldi stimola l’inventiva e la ricerca di soluzioni alternative, come direbbero gli inglesi, “cheapest”.

6) A distanza di tempo dall’avvio del progetto, potendo tornare indietro, con il senno di poi, cosa cambieresti e cosa invece ha rappresentato una scommessa vincente da replicare?

Mi sarebbe piaciuto creare ancor più amalgama tra attori professionisti e non. È stato bello vedere lavorare assieme attori di teatro, attori di cinema, musicisti, artisti delle discoteche con restauratori, operai, insegnanti. Han creato un bel clima di osmosi e simbiosi sul set. Ognuno imparava sempre e comunque dall’altro qualcosa e viceversa, vuoi per la provenienza, per l’estrazione sociale, per il grado culturale che erano davvero eterogenee.

E poi naturalmente nelle nostre 10 puntate siamo riusciti a mostrare solo una minima parte della Puglia: Castel del Monte, Polignano a Mare, Minervino, Alberobello, Ruvo di Puglia, Molfetta, la Murge ecc. Ma quanto altro ancora resta da illustrare tra località, piatti tipici e tradizioni… speriamo di riuscire a farlo nella seconda serie…

7) Michele, un’ultima domanda, stavolta personale. Da filmmaker digitale stai vivendo in prima persona la rivoluzione mediatica delle piattaforme di video sharing, e l’esplosione di consensi critici e popolari di iniziative come Freaks. In quale direzione procede la fiction italiana, a tuo parere, e quali saranno i tuoi prossimi passi nell’industria dello streaming entertainment?

Nonostante abbian voluto propinarci il digitale terrestre, la televisione sta davvero morendo a livello mondiale. Anche la raccolta pubblicitaria sui diversi canali sta accusando gravi colpi e come sempre sostengo da almeno 5 anni il futuro della fruizione sia a livello di fiction che di semplici news sarà sempre più assorbito dal web. Quest’ultimo e la TV saranno un’unica cosa.

I miei prossimi passi al momento restano abbastanza top secret, ma chiunque voglia essere aggiornato sulle nostre future produzioni non deve far altro che restare sintonizzato sul sito di Morpheus Ego.

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